workshop

MOVIMENTO SOMATICO E DANZA

Come possiamo comporre una danza, svolgere una forma di arti marziali, dei movimenti atletici o semplicemente svolgere attività quotidiane a partire da un approccio somatico del movimento? In questo workshop si cerca di stimolare la presenza e i processi di consapevolezza esplorando alcuni elementi di anatomia e fisiologia attraverso pratiche di movimento, gioco e tocco al fine di nutrire un dialogo tra i sistemi corporei e il nostro potenziale creativo. La prima fase di lavoro è dedicata allo studio pratico ed esperienziale di alcuni dettagli dei sistemi corporei. La seconda fase è dedicata a pratiche di improvvisazione e integrazione del materiale esplorato fino a giungere alla creazione di danze individuali o di gruppo sulle basi della ricerca svolta nella prima fase. Questo processo ci aiuta a nutrire le nostre possibilità tecniche ed espressive e a riconoscere schemi di movimento che non ci servono più, aumentare le connessioni e le possibilità di azione e di scelta.

Il workshop si rivolge a professionisti della danza, performer, terapeuti del corpo e della mente, praticanti di arti marziali o gruppi di giovani e allievi di scuole di danza.

COREOGRAFIE DI QUARTIERE

COREOGRAFIE DI QUARTIERE è il laboratorio che nasce dal progetto performativo BREVI LUOGHI MAI ACCADUTI, una ricerca coreografica motivata dal desiderio di stabilire un vincolo tra CORPO e LUOGO. Per lavorare su questa relazione scelgo spazi, luoghi o paesaggi che si trovano in natura, urbani o strutture abbandonate.


“Nello spazio, noi leggiamo il tempo”, recita una formula dell’etnologo e geografo tedesco Friedrich Ratzel, ricordandoci che la morfologia di un luogo non è altro che il risultato della stratificazione di diversi momenti della storia.”

I PRINCIPI DELLA PRATICA

– Stare con lo spazio/luogo
Prima della creazione di una performance, spesso rimango ore nello spazio senza fare apparentemente nulla. Lo osservo, cambio posizione e punto di vista, mi accorgo di quel che accade o semplicemente di quel che c’è. Questa è una delle fasi più importanti del processo creativo perchè è il momento in cui emerge la curiosità; elemento senza il quale non c’è scoperta.

– Incorporare lo spazio/luogo
Mi affido ai sensi e alle percezioni per assorbire quante più informazioni possibili relative allo spazio/luogo. Incorporare uno spazio/luogo vuol dire “portarlo dentro”, e per farlo, amplifico talvolta la mia esplorazione con il movimento, la scrittura, il video, la parola, la voce e il disegno al fine di creare una narrazione che si metta al servizio del materiale emerso.

– Divenire uno o più elementi dello spazio/luogo
Se ci sono elementi che mi suggeriscono movimento, ne assumo le qualità. Se ci sono elementi che vincolano il movimento, ne faccio tesoro.
Questa è una pratica di empatia, di mimesi con lo spazio/luogo.


– Come partecipo alla composizione di quello spazio/luogo?

Ogni spazio/luogo è un paesaggio. La mia presenza modifica il paesaggio; come scelgo di parteciparvi definisce l’intervento che ho su di esso.


– Il corpo dei luoghi e i luoghi del corpo

Il corpo viene inteso come luogo di ricerca e il luogo come corpo da osservare nella sua morfologia (aspetti strutturali [spazio]) e fisiologia (aspetti funzionali e dell’accumulazione del passato [luogo])
Il corpo e il luogo assumono un rapporto di interdipendenza da cui emerge far una narrazione onirica.

Il workshop prevede un attraversamento di questi principi con l’obiettivo di offrire ai partecipanti strumenti utili da inglobare al proprio immaginario soggettivo e creare, a fine percorso, un’azione performativa collettiva.

Rivolto a professionisti di arti performative e chiunque sia interessato ad una ricerca tra corpo e paesaggio.